ADOZIONE E PUBBLICAZIONE

Pacchetto operativo per la Policy AI Act del Gruppo Capitale Cultura-ARtGlass

 

 

Contiene: le determinazioni di adozione dell’Amministratore Unico, il testo della Carta pubblica in italiano e in inglese, e le istruzioni per la pubblicazione.

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Contenuto

Documento di riferimento

AI Act — Manuale operativo e Policy di Gruppo

Parte I

Determinazione dell’Amministratore Unico — Capitale Cultura Group

Parte II

Determinazione dell’Amministratore Unico — ARtGlass S.r.l.

Parte III

Carta della trasparenza sull’intelligenza artificiale — testo pubblico (IT)

Parte IV

Istruzioni per la pubblicazione e perimetro di ciò che resta interno

Data

2 agosto 2026

Le determinazioni sono bozze di lavoro. Vanno verificate con il consulente legale e con il commercialista prima della sottoscrizione, in particolare per quanto riguarda la corretta denominazione e forma sociale delle società e la conservazione nel libro delle decisioni dell’organo amministrativo.

 

Parte I — Determinazione del Legale Rappresentante  

 

Capitale Cultura Group-Capitale Cultura sas impresa culturale e creativa  Determinazione n. 1/2026 del 2 agosto 2026

Premesso che

  •  il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) è entrato nella fase di applicazione generale il 2 agosto 2026, con l’applicabilità degli obblighi di trasparenza di cui all’articolo 50 e del regime sanzionatorio;
  • il Regolamento (UE) 2026/1744, vincolante dal 27 luglio 2026, ha ridefinito il calendario di applicazione senza incidere sugli obblighi di trasparenza sopra richiamati;
  • l’articolo 4 del medesimo Regolamento impone a fornitori e deployer di garantire un livello adeguato di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale al personale coinvolto, obbligo applicabile dal 2 febbraio 2025;
  • la legge 23 settembre 2025, n. 132 ha introdotto ulteriori obblighi in materia di trasparenza, diritto d’autore e responsabilità, designando l’ACN quale autorità di vigilanza e l’AgID quale autorità di notifica;
  • la Società opera stabilmente sia in qualità di fornitore di sistemi di intelligenza artificiale destinati a musei e siti culturali, sia in qualità di deployer nell’ambito delle proprie attività di comunicazione e produzione;
  • si rende pertanto necessario dotare le Società italiane del Gruppo di un quadro organizzativo documentato, di un piano di formazione del personale e di uno strumento pubblico di trasparenza verso i visitatori e i committenti.

Visto

il documento «AI Act — Manuale operativo e Policy di Gruppo», versione 1.0 del 4 agosto 2026, composto di tre parti e sei allegati, che si allega alla presente determinazione e ne costituisce parte integrante.

L’Amministratore Unico/legale rappresentante determina

  1. di adottare la Policy di Gruppo sull’uso dell’intelligenza artificiale contenuta nella Parte III del documento allegato, con efficacia dal 1° settembre 2026, quale istruzione di lavoro vincolante per tutto il personale e per i collaboratori a qualsiasi titolo;
  2. di nominare Referente IA di Gruppo, ai sensi dell’art. 3 della Policy, il dott. Antonio Scuderi, col supporto tecnico di Lorenzo Occhipinti, attribuendogli i compiti ivi previsti e le risorse necessarie al loro assolvimento;
  3. di disporre la consegna del documento a tutto il personale, ai collaboratori e ai fornitori rilevanti;
  4. di approvare il piano di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale di cui all’Allegato E, dando mandato al Referente IA di avviarne l’erogazione a partire dal mese di settembre 2026;
  5. di disporre l’istituzione del Registro dei sistemi di intelligenza artificiale secondo lo schema dell’Allegato A, con prima compilazione entro il 30 settembre 2026 e successivo aggiornamento continuo;
  6. di approvare il testo della «Carta della trasparenza sull’intelligenza artificiale» e di disporne la pubblicazione permanente sul sito istituzionale, in italiano e in inglese, quale strumento di assolvimento degli obblighi informativi verso il pubblico;
  7. di dare mandato al Referente IA di istituire e presidiare le caselle di posta dedicate alle segnalazioni indicata nella Carta, assicurando riscontro nei termini ivi dichiarati;
  8. di inserire le clausole di cui all’Allegato D nella contrattualistica standard, previa validazione del consulente legale;
  9. di riservarsi il riesame della Policy con cadenza semestrale e comunque entro trenta giorni da ogni nuova scadenza del calendario normativo.

La presente determinazione è trascritta nel libro delle decisioni dell’organo amministrativo.

 

Parte II — Determinazione dell’Amministratore Unico

 

ARtGlass S.r.l. Impresa Culturale e Creativa  

Determinazione n. 1/2026 del 2 agosto 2026

Si applica il medesimo testo della Parte I, con le seguenti integrazioni proprie del profilo di ArtGlass srl, che opera prevalentemente come fornitore di sistemi e di dispositivi.

Premessa aggiuntiva

  • la Società sviluppa e fornisce sistemi di realtà estesa e immersiva e di intelligenza artificiale destinati a essere messi in servizio presso musei, siti culturali e istituzioni, assumendo di norma la qualifica di fornitore ai sensi dell’art. 3 del Regolamento (UE) 2024/1689;
  • gli obblighi di marcatura leggibile dalle macchine dei contenuti generati, previsti dall’art. 50, par. 2, diverranno applicabili il 2 dicembre 2026 e richiedono verifiche tecniche preventive sui sistemi già in esercizio;
  • una parte della produzione è destinata a mercati extra-UE ovvero è realizzata in cooperazione con partner internazionali, restando comunque soggetta al Regolamento quando l’output è utilizzato nell’Unione.

Determinazioni aggiuntive

  1. di dare mandato alla componente tecnica nella persona di Lorenzo Occhipinti di completare entro il 30 novembre 2026 la verifica del supporto alla marcatura leggibile dalle macchine su tutti i sistemi generativi in esercizio e su quelli in corso di sviluppo, riferendone gli esiti al Referente IA;
  2. di disporre che ogni capitolato tecnico interno relativo a nuove produzioni generative includa la marcatura degli output fra i requisiti di consegna;
  3. di disporre che la scelta di piattaforme e modelli di terzi sia preceduta da una verifica del supporto agli obblighi di trasparenza.

 

Parte III — Carta della trasparenza sull’intelligenza artificiale

 

Progettiamo e realizziamo esperienze digitali e progetti di comunicazione, marketing e consulenza per musei, siti archeologici, territori, istituzioni culturali e soggetti privati. In alcune di queste esperienze usiamo sistemi di intelligenza artificiale: per far dialogare il visitatore con una ricostruzione, per rispondere a una domanda, per dare voce a una figura storica, per generare immagini di ciò che non è più visibile, per costruire documentazione, report, contenuti di comunicazione e divulgazione.

Chi viene a contatto con le nostre esperienze e contenuti ha diritto di sapere che cosa sta guardando e da dove viene ciò che ascolta. Questa pagina spiega come lo facciamo, che cosa non facciamo mai, e come segnalarci un problema.

1. Dove usiamo l’intelligenza artificiale, e dove no

Non tutte le nostre esperienze usano intelligenza artificiale. Molte ricostruzioni tridimensionali, molte esperienze in realtà aumentata e molte stazioni interattive sono costruite interamente da persone, senza alcuna componente generativa, così come testi e materiali di comunicazione. Quando invece l’intelligenza artificiale è presente, lo dichiariamo sempre — nell’allestimento, nell’applicazione e nei crediti, così come nei materiali di comunicazione.

2. Come lo dichiariamo

Usiamo tre presidi, insieme, per ogni esperienza che contenga contenuti generati:

  1. Un avviso all’ingresso dell’esperienza, prima che cominci, che spiega che si tratta di una ricostruzione e non di un documento d’epoca.
  2. Una menzione nei crediti di sala e/o nel colophon dell’applicazione, con l’indicazione dei curatori scientifici o dei validatori delle fonti, quando possibile.
  3. Una scheda di approfondimento — questa pagina, o una sua sezione dedicata al singolo progetto — dove sono elencate le fonti utilizzate e, quando possibile, i limiti della ricostruzione.
  4. Un disclaimer nei materiali di comunicazione (es. press kit o brochure).

Se l’esperienza prevede un dialogo, il sistema dichiara di essere un’intelligenza artificiale all’inizio della prima interazione. Non usiamo mai un’IA che si finge una persona.

3. Da dove vengono le risposte

I nostri sistemi conversazionali non attingono alla conoscenza generale di un modello linguistico. Rispondono prevalentemente a partire da un archivio documentale chiuso, selezionato e validato dalla direzione scientifica del progetto o dal comitato scientifico o team redazionale incaricato. L’elenco delle fonti è specificato.

Quando una domanda esce da quell’archivio, il sistema dice di non saperlo. È una scelta progettuale precisa: preferiamo un sistema che ammette un limite a uno che riempie il silenzio con un’invenzione plausibile.

4. Che cosa non facciamo mai

Alcune funzionalità sono tecnicamente possibili e ci vengono talvolta proposte. Non le realizziamo, e lo diciamo apertamente ai nostri committenti:

  • non riconosciamo il volto dei visitatori e non li identifichiamo;
  • non analizziamo le emozioni delle persone per adattare i contenuti;
  • non inferiamo caratteristiche personali come età, origine o convinzioni a partire dall’immagine di una persona;
  • non usiamo tecniche di persuasione non percepibili dal visitatore;
  • non attribuiamo punteggi alle persone né alle scuole in visita.

Quando abbiamo bisogno di misurare l’affluenza, contiamo le presenze in forma anonima, senza identificare nessuno.

5. Voci e volti di persone reali

Ricostruire la voce di Leonardo o il volto di Vitruvio è un’operazione narrativa su figure storiche. Ricostruire la voce o il volto di una persona reale identificabile è un’altra cosa, e la trattiamo come tale: non lo facciamo mai senza un consenso scritto e specifico della persona interessata o dei suoi aventi diritto. 

6. I dati dei visitatori

Le conversazioni con i nostri sistemi sono registrate in forma anonima e ridotta al minimo necessario per il funzionamento e il miglioramento del servizio, con tempi di conservazione definiti e dichiarati nell’informativa dell’istituzione ospitante. Non chiediamo dati identificativi per usare un’esperienza.

7. Il lavoro delle persone

Nessun progetto di utilizzo dell’AI viene avviato senza una scelta esplicita del team aziendale e della direzione. Nessun contenuto arriva al pubblico senza essere passato per una persona che se ne assume la responsabilità e lo approva. La ricerca, la selezione delle fonti, la validazione del testo definitivo, della regia e del montaggio restano lavoro umano: l’intelligenza artificiale è uno strumento dentro quel lavoro, non un sostituto. Chi nel nostro gruppo lavora con questi strumenti riceve una formazione specifica e periodica, come previsto dall’articolo 4 del Regolamento europeo.

8. Se qualcosa non va

Se in una nostra installazione viene trovata una risposta sbagliata, un contenuto che sembra non dichiarato, o qualunque cosa lasci perplessi gli utenti, bisogna invitare gli utenti stessi a scriverci a una mail dedicata. Leggiamo tutto e rispondiamo entro tempi adeguati (15 giorni è un parametro accettabile).

9. Riferimenti

Questa Carta attua il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744, e la legge 23 settembre 2025, n. 132. Discende dalla Policy di Gruppo sull’uso dell’intelligenza artificiale, adottata dagli organi amministrativi delle società del gruppo.

 

Parte IV — Istruzioni per la pubblicazione

 

Che cosa si pubblica e che cosa resta interno

Il criterio è semplice: si pubblica ciò che il pubblico ha diritto di sapere e che siamo in grado di dimostrare. Resta interno ciò che riguarda le nostre posizioni negoziali, i controlli e le persone.

Si pubblica

Resta interno

La Carta (Parti III e IV)

Il manuale completo e la Policy articolata

I principi

Le clausole contrattuali (Allegato D)

Il modello del corpus chiuso

La checklist di collaudo (§ 8.3)

Le formule di dichiarazione usate in comunicazione

Il registro dei sistemi (Allegato A)

L’impegno formativo, in forma generale

Il piano formativo dettagliato e il registro presenze

Il canale di segnalazione

La procedura incidenti e il registro incidenti

Il riferimento all’adozione da parte degli organi amministrativi

Le determinazioni, lo scadenzario interno, i nomi dei responsabili

 

Prima di pubblicare

  1. Attivare la casella di posta indicata al punto 8 e assegnarne il presidio. È l’unico impegno della Carta che crea un’aspettativa immediata e verificabile: pubblicare un indirizzo che nessuno legge è peggio che non pubblicarlo.
  2. Verificare che i quindici giorni lavorativi di riscontro siano un termine sostenibile. Se non lo è, si alza a trenta prima della pubblicazione, non dopo.
  3. Rileggere il punto 4 chiedendosi, progetto per progetto, se qualche installazione già consegnata contenga funzionalità in contrasto con quelle affermazioni. È il punto in cui una Carta pubblica può ritorcersi contro. Se emerge un caso, si corregge il sistema oppure si attenua il testo.
  4. Far validare il testo al consulente legale: una volta pubblicato, è una dichiarazione al mercato e ai consumatori, non un documento interno.
  5. Datare e versionare la pagina, e predisporre un archivio delle versioni precedenti. Il calendario normativo è già cambiato una volta a luglio e cambierà ancora.

Dopo la pubblicazione

  • Citare la Carta, con URL e data, nella sezione di conformità delle offerte di gara.
  • Aggiungere il collegamento nella firma istituzionale e nei comunicati che riguardano progetti con componente di IA.
  • Riesaminare il testo a ogni riesame semestrale della Policy e creare nuove versioni della Carta.