Memoria, accessibilità ed edutainment: il progetto integrato realizzato per il Museo Accascina di Messina
Il progetto del Museo del Terremoto di Messina nasce nel 2023 con l’allestimento permanente 1908 CittàMuseoCittà presso il Museo Regionale Maria Accascina. L’esperienza immersiva realizzata dal nostro Gruppo e curata dall’allora direttore del Museo Orazio Micali, con il supporto del team scientifico dell’istituto messinese, rappresenta un laboratorio pionieristico nel campo del digital heritage e della museologia partecipativa. Una soluzione altamente innovativa che combina secondo i linguaggi contemporanei, dati fisici e digitali: da un lato centinaia di reperti architettonici e scultorei, dall’altro immagini, mappe, rilievi e ricostruzioni multimediali che ricompongono in forma immersiva il tessuto urbano e sociale della Messina pre-terremoto.
L’esperienza immersiva
Si tratta di un’esperienza altamente coinvolgente articolata in 3 momenti. Il primo consiste in un percorso di Realtà Aumentata dove l’utente viene invitato a inquadrare degli oggetti faro con gli smartglass, per accedere a spettacolari ricostruzioni 3D della Messina ante-terremoto. Le riproduzioni, fedeli all’aspetto originale della città, sono state realizzate assieme all’architetto messinese Luciano Giannone, a partire da un’accurata ricerca documentale condotta dal Museo.
Il secondo momento corrisponde alla sala in cui il visitatore ha la possibilità di esplorare un gemello digitale in 3D della città scomparsa e vivere i momenti antecedenti e successivi la catastrofica scossa di terremoto, per la quale Mercalli fu costretto ad aggiungere un grado alla sua scala.
Il terzo e ultimo momento si svolge in una stanza caratterizzata da un allestimento scultoreo suggestivo, circondato da schermi che mostrano alcuni punti iconici della città prima e dopo la distruzione: una soluzione che induce l’utente a una profonda riflessione sulla caducità della vita e sulle conseguenze del cataclisma.
«Il progetto – spiega Maria Mercurio, direttrice del Museo Accascina – trasforma la ricostruzione dei dati materiali e digitali legati alla Messina distrutta nel 1908 in un racconto collettivo e immersivo. Attraverso una combinazione di ricerche d’archivio che hanno coinvolto tutto il nostro staff curatoriale, modellazione 3D, Realtà Aumentata e ambienti immersivi, si restituisce alla comunità un patrimonio di conoscenze, immagini e testimonianze, aprendo la strada a un nuovo modo di intendere la memoria culturale come bene comune. Il pubblico ha accolto con grande interesse quest’innovazione. I cittadini messinesi e anche molte scuole hanno visitato numerosi il nuovo allestimento, che li riconcilia con un passato doloroso e spesso rimosso e aiuta una riflessione più consapevole sul futuro».
Le fasi successive
Nel 2024, il percorso si è esteso alla collezione permanente del Museo, mettendo in relazione le opere salvate dalla distruzione del terremoto – tra cui capolavori assoluti di Caravaggio e Antonello da Messina – con i luoghi della città perduta e la loro collocazione originaria. Le narrazioni in Realtà Aumentata, pensate per garantire accessibilità universale e multisensoriale, permettono oggi al visitatore di vivere un’esperienza profondamente coinvolgente.
Questo approccio si è concretizzato nello sviluppo di una WebApp immersiva in AR, accessibile inquadrando i QR code distribuiti lungo il percorso espositivo, e nell’ideazione di un tour in Realtà Aumentata con Smartglass che consente di esplorare da vicino i principali reperti e dipinti della collezione. Le ricostruzioni digitali, le infografiche dinamiche e le analisi pittoriche arricchite da overlay in AR restituiscono una visione stratificata e interattiva del patrimonio culturale della città.
Nel 2025, il progetto è stato integrato con un’esperienza didattica e sensoriale pensata per il grande pubblico: entrando in un’aula interattiva si possono esplorare i luoghi chiave della città in chiave diacronica, confrontando passato e presente attraverso modelli 3D e dati multimediali.
Nel 2026, chiuderà il cerchio la creazione di una piattaforma partecipativa che, attraverso processi di crowdsourcing e coinvolgimento civico, permetterà di raccogliere nuove informazioni e testimonianze dal territorio. I dati così ottenuti, in formato aperto, arricchiranno il patrimonio esistente e saranno messi a disposizione della Digital Library del Ministero della Cultura, diventando bene comune e risorsa condivisa.
In questo modo, si continuerà ad alimentare l’ecosistema museale dedicato al Terremoto di Messina del 1908, secondo quella stessa filosofia che aveva già preso forma nel titolo della mostra originaria del 2023. Un museo che va ben oltre la funzione conservativa primaria, stimolando memoria collettiva e partecipazione attiva della cittadinanza e restituendone l’identità, trasformandosi in un dispositivo culturale vivo.
«I musei sono luoghi di cittadinanza e innovazione sociale – aggiunge Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group e ARtGlass – e in un momento in cui le nuove tecnologie dell’Intelligenza Artificiale Generativa ci pongono di fronte a sfide enormi, tra nuove forme di partecipazione e rischi di omologazione culturale, progetti come questo sono importanti. Perché selezionano nuovi dataset della conoscenza condivisa, raccontano storie inedite, coinvolgono il territorio, finalizzano alla riflessione la potenza delle piattaforme digitali, creano nuovi mestieri e competenze».
Per questo progetto Capitale Cultura Group è stato premiato col Premio Aretè 2025, nella sezione Reginae Art&Culture Design, all’Università Bocconi, lo scorso ottobre.
